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Radiografia

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Che cosa è

La radiologia dell’apparato scheletrico è la più antica applicazione dei raggi X per lo studio del corpo umano. Il prodotto finale di tale applicazione è la radiografia, pellicola in chiaro - scuro, che si ottiene dall'esposizione del corpo ad una piccola dose di radiazioni ionizzanti. Le differenti parti dell'organismo assorbono i raggi X in diversa misura, in ragione della loro densità, determinata dal contenuto in calcio (elemento di numero atomico relativamente elevato che arresta in maniera netta e selettiva le radiazioni). L’ osso infatti a causa dell'elevata densità, per il cospicuo contenuto calcico, assorbe molto di più (intensamente radiopaco) dei tessuti molli come i muscoli, adipe e parenchimi, che si lasciano facilmente attraversare; così l’osso appare bianco, mentre i tessuti molli grigi e l’aria nera. Le immagini radiografiche sono poi conservate sottoforma di negativo fotografico o più verosimilmente, come immagine digitale che può essere archiviata elettronicamente, risultando di facile accessibilità per successive revisioni utili al confronto con immagini attuali per la diagnosi e follow-up di malattia. La radiografia scheletrica si svolge secondo tecniche che prevedono proiezioni radiografiche specifiche per i diversi componenti ossei, esaminati fra i più importanti cranio, rachide nei suoi segmenti, ossa degli arti superiori ed inferiori e del bacino. Per l’esame di ogni elemento scheletrico vige la regola basilare delle due proiezioni ortogonali: ciò significa che l’indagine deve essere effettuata, quando possibile, in due incidenze proiettive perpendicolari fra loro, allo scopo di ottenere una visione geometricamente completa della parte anatomica. Le formazioni ossee più complesse, piccole o sovrapposte a strutture molto dense, possono richiedere, per il loro studio, incidenze particolari o ripresa di piani topografici.

Perché si fa

  • per confermare il sospetto clinico di frattura, definirne tipo e sede o valutare la dislocazione di un’articolazione
  • per accertarsi che una frattura sia stata adeguatamente trattata e stabilizzata
  • per valutare la presenza di frammenti ossei liberi
  • per guidare interventi di chirurgia ortopedica come la stabilizzazione dei corpi vertebrali, l’innesto di cartilagine o la riduzione di fratture
  • per stimare il danno causato da infezioni ossee o articolari, artriti, anormale crescita ossea e malattie ossee come l’osteoporosi
  • per confermare il sospetto, in accordo agli esiti clinico-laboratoristici, di neoplasia
  • per identificare e localizzare corpi estranei
  • per stimare l’età fisiologica dell'individuo in base alla crescita ossea
  • per evidenziare malformazioni scheletriche o processi degenerativi

Per l’esecuzione dell’esame radiografico solitamente si utilizza un tubo di raggi X (tubo radiogeno), mentre una cassetta radiografica è posta dietro al paziente e contiene la pellicola radiografica, che impressionata dai raggi X, svilupperà l'immagine radiografica, o una piastra sulla quale resta un'immagine latente, poi letta col laser per estrapolare ed elaborare un' immagine digitale sullo schermo del pc. Per i pazienti allettati esiste anche un’apparecchiatura radiografica portatile dotata di un tubo radiogeno, connesso ad un braccio flessibile, esteso sopra il paziente e di una cassetta radiografica posta al di sotto.

Prima dell'esame

La maggior parte delle radiografie ossee non richiedono alcuna preparazione. Può essere necessario togliersi alcuni o tutti gli indumenti ed indossare una veste apposita durante l’esame, togliersi gioielli, occhiali, oggetti metallici od indumenti che potrebbero interferire con le immagini radiografiche nelle regioni anatomiche da esaminare. Le pazienti di sesso femminile devono sempre informare il tecnico sull’eventualità di una gravidanza perché in tal stato molti esami non possono essere effettuati, in quanto le radiazioni potrebbero nuocere al feto; se proprio necessario tutte le precauzioni saranno adottate per minimizzare l’esposizione della paziente. L’indagine radiografica dei segmenti ossei si può effettuare anche durante immobilizzazione post-traumatica con gessatura: in questo caso, tuttavia, si ha una notevole perdita in dettaglio della struttura dei componenti ossei contenuti all’interno della confezione in gesso.

Benefici

  • le radiografie ossee sono il modo più veloce e facile per l’esplorazione e valutazione di frattura ossea, danno alla colonna vertebrale e stato articolare
  • la strumentazione per radiografie è relativamente economica e non occupa molto spazio; può trovarsi in studi medici, ambulatori di centri di cura privati ed ambulatori ospedalieri
  • data la velocità e facilità di esecuzione la radiografia è utilizzata in emergenza diagnostica
  • nessuna radiazione resta nel corpo del paziente dopo la radiografia

Limitazioni alla radiografia

Con la radiografia si ottengono immagini piuttosto pulite delle ossa e dei loro dettagli, ma scarse informazioni sui tessuti adiacenti.

La Risonanza Magnetica in tal caso può essere utile per identificare il distacco dei tendini, versamento articolare nel ginocchio, contusione, danni alle articolazioni o l’immagine del midollo spinale.

L' Ecografia che utilizza ultrasuoni invece che radiazioni ionizzanti, è utilizzata invece per valutare i danni ai tessuti molli periarticolari e stimare l'angolo del tetto acetabolare nell'anca dei bambini con problemi congeniti.

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