Risonanza magnetica a Catania

Strumentazione efficace e all’avanguardia

RISONANZA MAGNETICA


La risonanza magnetica (RM) è oggi l'esame radiologico più importante in neurologia. Dal momento che usa campi magnetici, è completamente innocua e assicura una buona risoluzione delle strutture cerebrali e spinali. Sono ben visualizzati tutti i processi che comportano un'alterazione strutturale del tessuto nervoso come le infiammazioni, le ischemie e la neurodegenerazione della malattia di Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative. È inoltre adatta per una diagnosi precoce di tumori o metastasi cerebrali e nella maggior parte dei casi viene eseguita per confermarne o escluderne la presenza in caso di sintomi sospetti. Inoltre, è usata di routine per la diagnosi di ernie del disco della colonna vertebrale. Processi circoscritti e di minima entità possono comunque sfuggire all'esame di RM, il quale per i suoi elevati costi non è peraltro indicato come esame di routine, senza un concreto sospetto clinico basato sulla storia e sul tipo dei sintomi. La RM può essere eseguita con o senza iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto, che a differenza del mezzo di contrasto usato per la TAC ha pochi rischi o effetti collaterali. Il mezzo di contrasto facilita la visualizzazione di processi infiammatori e di tessuti molto vascolarizzati, come ad es. nel caso di tumori.
Una tecnica speciale consiste nell'angiografia RM, che consente di visualizzare i grossi tronchi arteriosi e venosi extra- e intracerebrali senza la necessità di un mezzo di contrasto. L'angiografia RM può essere sufficiente per visualizzare processi vascolari avanzati come restringimenti delle arterie carotidee accentuati o la chiusura embolica di una arteria intracerebrale; per avere una rappresentazione dettagliata della circolazione molte volte è comunque preferibile un esame radiografico di angiografia con mezzo di contrasto (angiografia a sottrazione digitale, DSA).



Perché si fa?


La RM ha un campo di applicazione estremamente ampio che comprende patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, dell’apparato gastro-intestinale, del distretto uro-genitale, della ghiandola mammaria, del sistema nervoso centrale e periferico, del sistema cardio-vascolare e dell’apparato respiratorio. In genere la RM rappresenta un esame di secondo o terzo livello da riservare ai casi in cui le altre metodiche di indagine non hanno risolto il quesito diagnostico oppure quando è richiesta un’accurata stadiazione loco-regionale di malattia. n casi molto selezionati la RM è eseguita come esame di primo per la maggiore accuratezza diagnostica rispetto alle altre metodiche. La RM è inoltre indicata in pazienti con insufficienza renale cronica o con pregressa reazione allergica al mezzo di contrato iodato. Non prevedendo l’utilizzo di radiazioni ionizzanti la RM può essere ripetuta anche ad intervalli di tempo ravvicinati senza rischio di danni biologici e viene quindi preferita alla TC in quei casi in cui le ragioni protezionistiche sono particolarmente importanti (bambini e donne in gravidanza).


Prima dell'esame?


La RM è una metodica sicura che non utilizza radiazioni ionizzanti e non comporta il rischio di danni biologici a lungo termine. Tuttavia esistono situazioni potenzialmente pericolose che vanno accuratamente indagate. Prima di eseguire l’esame il medico radiologo ricerca eventuali controindicazioni formulando specifiche domande ma è bene che il paziente venga già valutato dal medico richiedente l’esame.
La RM è assolutamente controindicata nei portatori di pace-maker cardiaco o di neurostimolatori perché il funzionamento di tali dispositivi può essere alterato dal campo magnetico esterno e/o dalle onde elettromagnetiche applicate. Altra controindicazione importante è rappresentata dalla presenza di materiale ferromagnetico nel corpo del paziente, soprattutto se di grandi dimensioni (es. protesi articolari), se localizzato in sedi critiche (es. clips o stent vascolari, valvole cardiache metalliche, protesi del cristallino, schegge metalliche in prossimità o nel contesto di organi vitali…) o se non ancora stabilizzato. In genere materiali utilizzati in ambito chirurgico o interventistico dalla metà degli anni ‘90 in poi sono realizzati con materiali RM-compatibili (es. titanio). Nel caso di interventi eseguiti in periodi antecedenti è necessario prendere contatto con il centro dove la procedura è stata eseguita per accertarsi della compatibilità dei materiali utilizzati. Nel caso di anamnesi dubbie il medico radiologo può richiedere un esame Rx per escludere la presenza di materiale metallico intracorporeo. Dispositivi metallici esterni quali pompe di infusione, protesi auricolari esterne, protesi dentali,lenti a contatto, etc… andranno rimossi. Prima dell’ingresso nella stanza del magnete il paziente deve anche assicurarsi di non avere indosso oggetti con componenti metalliche quali orologio, occhiali, monete, chiavi, penne, mollette, spille; inoltre è consigliato rimuovere il trucco per il viso.
Anche se non rappresenta una controindicazione assoluta, è importante segnalare un eventuale stato di gravidanza, specie nel primo trimestre.



Mezzo di contrasto


In alcuni casi, sulla base del quesito diagnostico, viene richiesta la somministrazione di mezzo di contrasto. I mezzi di contrasto usati in RM, in genere composti del gadolinio, vengono somministrati per via endovenosa a dosi molto basse . Sono sostanze ben tollerate che presentano scarsi effetti collaterali. L’utilizzo del mezzo di contrasto richiede la valutazione della funzionalità renale, per cui il paziente deve portare in visione esami del sangue recenti (eseguiti entro i 3 mesi precedenti) che includano l´azotemia e la creatininemia.



Come si svolge?
Dopo il colloquio con il medico radiologo il paziente viene accompagnato nella stanza del magnete e viene fatto stendere sul lettino. Per lo studio di alcuni distretti corporei sono richieste bobine di superficie allo scopo di migliorare la qualità dell’immagine; queste vengono appoggiate sul corpo del paziente e non determinano alcun disturbo. Nello studio dell’encefalo viene utilizzato, allo stesso scopo, una sorta di caschetto. Per ridurre il fastidio legato al rumore prodotto durante l’esame, al paziente vengono fornite cuffie o tappini auricolari.
Durante l’esame e’ fondamentale che il paziente rimanga quanto più possibile fermo. La durata dell’esame è estremamente variabile, sia in rapporto al quesito diagnostico che alla capacità del paziente di mantenere la posizione iniziale; varia in genere tra i 15 ed i 45 minuti. In caso di bisogno il paziente può comunicare con il medico radiologo o con il personale tecnico, per tutta la durata dell’esame, grazie alla presenza di microfoni; inoltre può attivare un allarme ed interrompere l’esame in qualsiasi momento. Alcuni pazienti affetti da claustrofobia non tollerano l’esame; l’autosomministrazione di un blando ansiolitico può essere sufficiente a superare il disagio.



I risultati?


La valutazione dell’esame da parte del medico radiologo richiede un tempo variabile in relazione alla tipologia dell’esame e all’eventuale necessità di elaborazioni out-line. Sono sufficienti in media 3-5 giorni. Al paziente verranno forniti il referto del medico ed una documentazione dell’esame su CD-ROM. Il paziente può ritirare i risultati presso l’apposito sportello nei giorni e negli orari indicati, oppure può delegare una persona di fiducia tramite la compilazione di un apposito modulo di delega e la consegna di una copia del suo documento di identità. 


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